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Volontariato

Il valore del servizio dei giovani in Caritas

Tante le opportunità, dall'Anno di Volontariato sociale ai campi di servizio

13 Luglio 2026

Da sempre la nostra Caritas diocesana riserva un’attenzione particolare ai giovani, e negli anni ha attivato progetti e servizi per loro ma anche con loro, perchè tante idee e azioni nascono proprio in funzione della loro presenza nelle nostre realtà. Negli anni tantissimi giovani si sono avvicinati ai Centri di ascolto e ai servizi di accoglienza che la Diocesi ha sviluppato per le famiglie in condizioni di fragilità economica ma soprattutto sociale.

Nel 2015, in particolare, è stato attivato un servizio strutturato di volontariato per i giovani dai 18 ai 28 anni, promosso da Caritas Italiana, che propone fino a un anno di servizio all’interno di un percorso di formazione, con un piccolo rimborso economico. In 11 anni l’Anno di Volontariato Sociale ha coinvolto 83 ragazzi, che hanno prestato servizio nei centri d’ascolto e in altre realtà diocesane: Associazione San Lorenzo a Suzzara, Casa San Simone a Mantova, Associazione San Benedetto a Quistello, Poggio Rusco e Moglia, il magazzino alimentari e l’ufficio amministrativo dell’Associazione Abramo a San Giorgio, la cooperativa Hortus, il centro d’ascolto Marta Tana a Castiglione delle Stiviere e la Caritas parrocchiale di Sermide, che gestisce con soli volontari un emporio solidale.

Il 66% di questi giovani è di sesso femminile, in linea con l’ultimo rapporto di Caritas Italiana intitolato Giovani in Caritas: tra sogno e realtà, che registra 15.000 giovani attivi sotto i 35 anni, con prevalenza appunto femminile (68%).

Il totale comprende giovani di 12 nazionalità diverse (per il 65% italiani) di età media intorno ai 20 anni, alcuni dei quali hanno continuato a collaborare con Caritas anche al termine del servizio (il 18%); alcuni di loro presentavano delle disabilità (il 12%) o una qualche fragilità (familiare per 28%, psicologica/psichiatrica il 14%) e all’interno di Caritas hanno trovato quell’accoglienza e quel clima familiare e “protetto” che ha permesso loro di riattivarsi, prendere in mano la propria vita nonostante le difficoltà, imparare a “stare al mondo” (i volontari anziani sono ottime maestri in questo!) attraverso il servizio, la cura delle persone, delle cose e dell’ambiente che abitano, in un contesto dove non esistono i pregiudizi, dove si guarda in faccia la povertà e la si affronta per costruire insieme percorsi di aiuto. Far parte di questo per molti è stato illuminante, stimolante e soprattutto strumento di crescita.

Il servizio non finisce mai...

Molti di loro ora lavorano o sono iscritti all’Università, talvolta in facoltà sanitarie o socio-pedagogiche, perché hanno maturato la convinzione che una vita spesa per il bene degli altri è una vita che assume un valore unico.

Molti di loro dopo il servizio hanno partecipato ad altre esperienze di volontariato, come i campi estivi di servizio, che rispondono ad una richiesta crescente da parte dei giovani di sperimentarsi anche al di fuori dei contesti locali. Per questo all’interno del Tavolo dell’Età Evolutiva c’è un’equipe collegata a Caritas che si occupa proprio di questo, a disposizione del singolo giovane o di gruppi parrocchiali e non, che vogliano appunto inserire nel loro percorso il tema della carità e del servizio.

In dialogo con il territorio

L’anno di volontariato sociale è stato anche uno spunto per le realtà caritative, per sviluppare altre proposte in base alle richieste del proprio territorio; per cui sono state aperte convenzioni con gli Istituti superiori per accogliere ragazzi in alternanza scuola-lavoro o in sospensione attiva, e con le Università per attivare tirocini, e sono stati sviluppati progetti di volontariato estivo o interculturali basati sul dialogo interreligioso. Sono proposte che si vanno ad aggiungere a quelle parrocchiali o culturali nei vari territori e che rappresentano veri e propri progetti di sviluppo di comunità, perché fanno nascere collaborazioni, relazioni, idee. Avere giovani nei centri Caritas è inoltre un arricchimento per tutti, compresi i volontari più anziani; i ragazzi portano visioni e competenze che vanno rese protagoniste e messe a disposizione di tutti, specie delle persone più fragili.

Oggi l’anno di volontariato sociale ha preso il nome di Progetto Path, e solo nel 2025 ha coinvolto 18 giovani in tutta la Diocesi, che hanno prestato servizio in mense, empori e centri di ascolto.

Per informazioni

Per avere ulteriori informazioni è possibile contattare Manuela Daolio presso la Caritas diocesana, scrivendo a manuela.daolio@diocesidimantova.it

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