Mercoledì delle Ceneri
L'augurio del vescovo Marco per il tempo sacro della Quaresima
18 Febbraio 2026
Iniziamo il tempo sacro della Quaresima lasciandoci ispirare da alcune parole di san Luigi Gonzaga, nostra guida privilegiata in questo anno a lui dedicato.
Il Signore Gesù, per il grande amore che porta a noi sue creature, non manca di porgerci sempre nuove occasioni, perché possiamo ricevere la sua grazia e progredire nelle virtù. Per questo ha voluto che nella Chiesa si celebrassero tutti i misteri della nostra redenzione, così che rinfrescandoci di tempo in tempo la memoria di quanto il Signore ha fatto e patito per nostro amore, ci eccitiamo ad amarlo e servirlo, e anche a conformare tutte le nostre azioni all’esemplare ch’egli ci ha lasciato della sua santissima vita.
San Luigi ci rammenta che Dio è un fine educatore e ci fa progredire nel tempo e attraverso i tempi.
I nostri anni di vita sono l’apprendistato per imparare a rispondere all’Amore del Padre con il nostro amore.
Al cuore della fede biblica c’è l’azione del ricordare.
Scivolare nella dimenticanza significa perdere il contatto con le nostre radici, smarrire la coscienza che siamo creature amate, desiderate, raggiunte dal Padre.
La ciclicità dell’anno liturgico scandisce i tempi per celebrare tutti i misteri della salvezza, dal Natale fino all’Ascensione e alla Pentecoste. Passando di tempo in tempo, rinfreschiamo la memoria delle grandi opere compiute dal Signore per noi. In base a queste parole di San Luigi, la Quaresima è una occasione nuova per aprirci alla grazia, sempre immeritata e sovrabbondante, e per coltivare con impegno atteggiamenti buoni e validi.
Questo tempo benedetto comincia con il segno delle ceneri imposte sul capo, a ricordarci che senza il Soffio divino siamo polvere inconsistente. Rischiamo di dare potere a cose effimere e sperperare del tempo prezioso. Occorre disciplina nell’uso del cibo, dei social, dei soldi, delle cose. Noi moderni fatichiamo sempre più a trovare un rapporto “sano” con il tempo. Ci soffoca il tempo bidimensionale che corre velocemente tra stress (mille impegni di lavoro, sport, attività…) e relax. Occorrerebbe ridare respiro a un tempo tridimensionale, recuperando i tempi dell’anima, della festa, della sosta, della pacatezza. Tempi sospesi, meditativi, introspettivi, retrospettivi e proiettivi. Tempi vuoti per essere abitati. Tempi lievi per guarire ferite dell’anima, riassaporare incontri, rielaborare discorsi, far sedimentare emozioni.
Per ciascuno di questi quaranta giorni proponiamoci di riservare qualche minuto per dirigere lo sguardo al Crocifisso e intuire quanto il Signore ha fatto e patito per nostro amore.
La domenica, anzitutto, che è il giorno più umiliato della settimana. Qui l’amnesia è in stato avanzato e preoccupante. Non è questione di clientelismo per affollare di nuovo le chiese. È questione – non banale – di vocabolario. Domenica significa “Giorno del Signore”, “primo giorno della settimana” e non week end riempito da tante cose, magari anche buone, ma sconnesse alla memoria della Risurrezione. Non è il Risorto ad essere umiliato, lo è piuttosto il nostro status di “risorti”. Il cristiano inizia la settimana in un giorno di festa, non in un giorno feriale e lavorativo. Riscoprirci come uomini e donne domenicali, festivi, orientati alla Vita, questo ci restituisce dignità. Recuperiamo in questa Quaresima la domenica come appuntamento con il Signore e con la comunità. La Messa non solo come dovere religioso, ma spazio simbolico in cui ci eccitiamo ad amare e servire il Signore Gesù.
Re-cor-dare, cioè far risalire nelle profondità del cuore, il suo Volto, le parole infuocate del suo Vangelo, gli affetti del suo cuore non ci lascia indifferenti. San Luigi ci suggerisce di superare la sensazione che tra preghiera e vita c’è separazione. La preghiera è Vita! Stare a contatto con il Cristo ci porta a conformare tutte le nostre azioni all’esemplare ch’egli ci ha lasciato della sua santissima vita.
Quaresima è tempo di trasformazioni. Si parte dal pensiero che ricorda, per passare allo sguardo che riorienta i giudizi e i progetti, si giunge alle azioni che prendono la forma di quelle di Cristo.
Luigi non voleva altro che assomigliargli! Ci aiuti a eccitare in noi questo desiderio di vita piena.