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Uzbekistan: sulle orme della Via della seta, tra fede e cultura

Lidia Tralli

06 Maggio 2026

L’ufficio Pellegrinaggi e Turismo religioso della Diocesi di Mantova, insieme all’agenzia Sant’Anselmo viaggi, ha individuato una meta importante nel proporre i viaggi in Uzbekistan, e L’Unità pastorale “La Riviera del Po” ha offerto ai propri parrocchiani un’opportunità unica aderendovi.

Il viaggio, “tra fede e cultura”, realizzato a inizio aprile, ha visto la partecipazione di numerosi parrocchiani di Sermide e Felonica, ai quali si sono uniti viaggiatori di altre località della provincia, e si è rivelato di grande coinvolgimento. La guida del parroco don Giampaolo Ferri ha dato un supporto di grande spessore, facendone un’occasione di crescita culturale, spirituale e umana, un autentico “turismo di valori”.

La Via della Seta

La Via della Seta è la rete di percorsi terrestri, marittimi e fluviali che collegava l’Oriente con l’Occidente, dalla Cina al Mediterraneo. Percorrenze antiche, esistenti fin dal secondo secolo avanti Cristo, ma il nome fu definito solo nel XIX secolo dal tedesco Ferdinand von Richthofen. Si trattava di rotte commerciali ma, di fatto, anche culturali, in quanto attraverso le vie carovaniere, insieme alle merci preziose per l’Occidente - come seta, spezie, pietre preziose - venivano veicolate culture, religioni, conoscenze e tecniche di grande importanza per le radici stesse del mondo moderno.

Uzbekistan, nel cuore dell’Asia centrale

Oggi è possibile rivivere la leggendaria Via della seta grazie ad itinerari affascinanti che toccano i luoghi più rappresentativi degli antichi tragitti. Tra tutti, l’Uzbekistan, per la sua particolare posizione, si distingue come una delle destinazioni più interessanti. Attualmente è uno Stato laico, con una popolazione di oltre 37,5 milioni di persone, indipendente dalla ex Urss dal 1991; è quindi recente come entità politica, ma la storia del territorio è antica, per secoli crocevia di mercanti, esploratori e conquistatori, e qui si trovano alcune delle straordinarie città del remoto reticolato.

Il panorama religioso dell’Uzbekistan riflette la storia pluralistica del suo territorio. La Costituzione sancisce la libertà di religione, tangibile vista la presenza di oltre 2000 organizzazioni registrate, rappresentanti 16 diverse confessioni. L'Islam è comunque la fede predominante, con musulmani sunniti per il 93% e un 1% di sciiti. Il cristianesimo è il 2° gruppo religioso, con prevalenza di cristiani ortodossi, mentre la comunità cattolica è ridotta, attiva in particolare con la cattedrale del Sacro Cuore di Gesù a Tashkent. Altre confessioni sono date dalla chiesa apostolica armena, dalla comunità ebraica e dal buddhismo.

Tra storia, fede e meraviglia!

I nostri viaggiatori, visitando le città iconiche di Khiva, Bukhara, Samarcanda, Shakhrisabz e Tashkent, si sono immersi in un tipo di cultura che ha destato grande meraviglia per le bellezze architettoniche, ma che ha fatto anche percepire di trovarsi di fronte ad una storia, ad una fede e ad una religiosità non semplici da capire nella loro essenza. E sono nate molte domande: quali sono i caratteri distintivi dell’arte islamica? Quale rapporto esiste tra l’arte e la religione islamica? Quali sono le ragioni della “irrappresentabilità” della figura divina? Un mondo che hanno via via toccato con mano aggirandosi fra moschee, minareti, madrase e mausolei cercando di comprenderne le caratteristiche oltre che ammirarne la bellezza, specialmente in “piazze” come il complesso Po-i-Kalon di Bukhara e il Registan di Samarcanda. Gli innumerevoli punti di esibizione e vendita dell’artigianato locale hanno inoltre fatto ovviamente ricordare i fitti commerci di un tempo.

I viaggiatori, oltre a visitare le città iconiche, si sono recati nella chiesa cattolica di San Giovanni Battista a Samarcanda, dove don Ferri ha celebrato la Santa Messa.

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